Era l’anno 2007 quando ho iniziato a redigere i miei primi progetti acustici a supporto di geometri, architetti, ingegneri impegnati in interventi di nuove costruzioni e ristrutturazioni. La passione e le numerose collaborazioni con diversi studi professionali hanno fatto crescere l’esigenza di creare un team dedicato alla consulenza e alla progettazione acustica indispensabile oggi sia per gli interventi di nuova costruzione o ristrutturazione di edifici residenziali sia per gli interventi di nuova costruzione o ristrutturazione di edifici industriali.

In adempimento alle normative vigenti è obbligatorio, da parte della committenza, presentare al comune di competenza la valutazione previsionale acustica a cura e firma di un professionista iscritto all’Elenco Nazionale dei Tecnici Competenti in Acustica Ambientale.

La valutazione previsionale acustica può essere di impatto acustico o di clima acustico a seconda della natura dell’intervento in adempimento alla L. 447/1995 e smei.

PER QUALI INTERVENTI È NECESSARIO PRESENTARE L’IMPATTO ACUSTICO?

La normativa nazionale in materia acustica impone la redazione di impatto acustico nei casi in cui si debbano realizzare opere di nuova costruzione, modifica o ampliamenti di:

  • Aeroporti, aviosuperfici, eliporti;
  • Autostrade, strade extraurbane principali, strade extraurbane secondarie, strade urbane di scorrimento, strade urbane di quartiere, strade locali, secondo la classificazione di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e smei;
  • Discoteche;
  • Circoli privati e pubblici esercizi ove sono installati macchinari o impianti rumorosi;
  • Impianti sportivi e ricreativi;
  • Ferrovie ed altri sistemi di trasporto collettivo su rotaia.

PER QUALI INTERVENTI È NECESSARIO PRESENTARE IL CLIMA ACUSTICO?

La valutazione previsionale di clima acustico è necessaria presentarla nei casi in cui si debbano realizzare opere di nuova costruzione, modifica o ampliamenti di:

  • Scuole e asili nido;
  • Ospedali e cliniche;
  • Case di cura e di riposo;
  • Parchi pubblici urbani ed extraurbani;
  • Nuovi insediamenti residenziali (cambi d’uso, recuperi di sottotetto, ampliamenti, nuovi edifici) nelle vicinanze di aeroporti, aviosuperfici, eliporti, autostrade, strade extraurbane principali, strade extraurbane secondarie, strade urbane di scorrimento, strade urbane di quartiere, strade locali, discoteche, circoli privati e pubblici esercizi ove sono installati macchinari o impianti rumorosi, Impianti sportivi e ricreativi, ferrovie ed altri sistemi di trasporto collettivo su rotaia.

Eseguiremo per te una analisi preliminare dell’intervento da realizzare mettendoci in condizioni di saperti indicare la miglior soluzione alle tue esigenze ed eventualmente di andare a risolvere le problematiche che potrebbero sorgere in un determinato ambito di PGT/PRG a seguito dei limiti e delle prescrizioni comunali a cui dobbiamo adempiere al fine di ottenere il rilascio delle concessioni edilizie.

Per alcune tipologie di intervento e a seconda del comune in cui si opera, la normativa impone la presentazione dei requisiti acustici passivi degli edifici, di cui al D.P.C.M. 5/12/1997, documento utile e necessario a fornire le precise specifiche degli elementi costruttivi di un edificio a seconda della categoria di appartenenza di cui al DPR 26 Agosto 1993, n. 412, più precisamente:

  • residenziale abitativo;
  • ricettivo e similari;
  • ufficio pubblico o privato;
  • ospedale, clinica, o case di cura e assimilabili;
  • ricreativo, associativo o di culto e assimilabili (cinema, teatro, sala congresso e riunione; museo e biblioteca, luoghi di culto, bar, ristoranti, pub, sale da ballo, discoteche);
  • negozio, magazzino di vendita all’ingrosso o al minuto, supermercato, esposizione;
  • sportivo (piscine, saune, palestre, servizi di supporto alle attività sportive);
  • scolastico e assimilabili;
  • industriale, artigianale e assimilabile.
  • Qualora l’edificio sia costituito da destinazioni d’uso differenti, la valutazione dei requisiti acustici passivi dovrà essere effettuata separatamente per ciascuna tipologia.

Grazie all’esperienza decennale maturata e alle svariate tipologie di progetti effettuati, il nostro Team è in grado di affiancarti per qualsiasi tipo di intervento mettendoti a disposizione i nostri strumenti e la nostra conoscenza con l’obiettivo comune di ottenere il rilascio delle concessioni edilizie nel rispetto della normativa vigente.

Lo Studio Tecnico Rudellin si considera tuo partner a 360 gradi offrendosi per l’erogazione di servizi correlati alla progettazione non solo nella sfera acustica ma anche in ambito di efficienza energetica, APE certificazione energetica, antincendio, sicurezza nei luoghi di lavoro, catasto, inserimenti in mappa, detrazioni fiscali, apertura di una nuova attività produttiva o commerciale.

 

Sicurezza in azienda?

Ecco un tema tanto a cuore ai Datori di Lavoro di tutti i settori lavorativi.

Ma perché è così importante ? E soprattutto quando affrontare il tema ?

Il consulente aziendale è il punto di partenza.

Il consulente aziendale per la sicurezza

La figura del consulente aziendale è un importante punto di riferimento da poter coinvolgere nelle scelte riguardanti la pianificazione delle misure di prevenzione da eventuali infortuni sia nella pianificazione di eventuali investimenti economici derivanti dall’adeguamento alla normativa vigente, secondo il Decreto Legislativo 81/2008. Inoltre è la figura che potrà svolgere un ruolo di affiancamento al coordinamento dei documenti obbligatori da redigere fino alla sua vera realizzazione.

La prima fase: CHECK UP

La prima vera cosa da effettuare per pianificare al meglio tutta la sfera inerente la sicurezza e salute nei luoghi di lavoro è sicuramente lo “screening” da parte un professionista qualificato che possa riportare al Datore di Lavoro o ad un Preposto una panoramica generale di tutti gli aspetti aziendali.

L’organizzazione della struttura aziendale, le procedure in ambito di sicurezza presenti, gli attestati di formazione di tutti i lavoratori, la spunta di tutti gli impianti presenti, i materiali utilizzati per le attività lavorative (eventuale calcolo del carico di incendio per casi inerenti all’assoggettabilità alla normativa di prevenzione incendi) e molto altro. Successivamente sarà possibile iniziare a parlare di valutazione dei rischi e pianificazione delle procedure di miglioramento.

Ovviamente tra la fase di check up e la fase di pianificazione c’è il lavoro di consulenza, operatività e verifica delle autorizzazioni in essere.

Esempi pratici

Pensiamo per esempio ad un gommista con la verifica del quantitativo di gomme e pneumatici unitamente alla dimensione degli spazi di lavoro per inquadrare l’eventuale attività ricadente nell’Elenco delle Attività soggette ai controlli dei Vigili del Fuoco ai sensi del DPR 151/2011.

Un carrozziere per le autorizzazioni provinciali per le emissioni in atmosfera del forno di verniciatura.

La presenza di una centrale termica con verifiche della potenza del generatore di calore unitamente alle dichiarazioni di conformità ed ai progetti.

Le verifiche di messa a terra degli impianti.

Nella prima fase saranno da verificare anche tutte le autorizzazioni comunali per la conformità urbanistica ed edilizia. Questo passaggio fondamentale è costituito da una accesso agli atti del Comune di competenza per reperire tutte le pratiche edilizie autorizzative degli immobili in cui è insediata l’attività. Successivamente il consulente aziendale sarà in grado, attraverso un sopralluogo mirato, di verificare la conformità edilizia dei luoghi di lavoro.

In caso di riscontro di eventuali difformità il consulente aziendale potrà comunicare al Datore di Lavoro la tipologia di intervento da sanare in conformità alle tipologie di opere edilizie ricadenti nel DPR 380/2001.

Inoltre, per maggior pregio, il consulente aziendale potrà consigliare eventuali migliorie per la distribuzione dei locali di lavoro, ad esempio la creazione di spazi dedicati alla fruibilità e migliore utilizzo degli stessi, la delimitazione di aree di lavoro di particolare rilevanza, la creazione di uscite di sicurezza al fine di garantire tutti i percorsi e le vie di esodo contemplati successivamente nell’elaborato del piano di emergenza ed evacuazione.

Sicurezza nei luoghi di lavoro

La seconda fase. La valutazione del rischio

La valutazione del rischio, il cui oggetto ed elaborazione sono contemplati negli articoli 28 e 29 del Decreto Legislativo 81/2008, è quindi frutto di uno studio approfondito dell’azienda in cui il consulente aziendale potrà, a seguito della valutazione stessa, fornire il proprio supporto al fine di ottenere un buon risultato in termini di valutazione e soprattutto di operatività all’interno dell’azienda. Sicuramente dalla valutazione dei rischi – attraverso il Documento di Valutazione dei Rischi DVR – deriveranno eventuali misure di miglioramento che potrebbero comportare degli sforzi economici da parte dell’azienda ma la certezza è che un’attività in sicurezza è fluida e razionale, ragionevole, innovativa e competitiva. Serve la sensibilità di ogni individuo ed ecco che l’applicazione trova la sua forma più naturale.

 

La terza fase: L’aggiornamento periodico

Fondamentale per un buon mantenimento dei criteri è avere una figura esperta di riferimento e mantenere aggiornarti sia la parte burocratica che l’operatività aziendale. In questo modo l’azienda sicuramente potrà avere un giovamento in termini di gestione che in termini economici.

Lo studio si propone come supporto al titolare di attività con particolare attenzione all’affiancamento e alla continuità nel tempo per mantenere gli standard desiderati.

Lo Studio Tecnico Rudellin opera su tutto il territorio nazionale, nei principali capoluoghi regionali, nelle province di Città Metropolitana di Milano, Monza Brianza, Como, Varese, Bergamo, Brescia, Cremona, Lecco, Lodi, Mantova, Pavia, Sondrio. A titolo esemplificativo, il nostro team ha partecipato ad importanti progettazioni in svariati comuni, alcuni dei quali Paderno Dugnano, Cormano, Bollate, Muggiò, Cesano Maderno, Desio, Monza, Lissone, Macherio, Villasanta, Biassono, Vimercate, Cusano Milanino, Cinisello Balsamo, Sesto San Giovanni, Cologno Monzese, Varese, Como, Lecco, Rescaldina, Rho, Cerro Maggiore, San Vittore Olona, Milano, Novara, Vercelli.

 

La riqualificazione energetica del patrimonio esistente è un intervento edilizio che consente di ottenere un maggiore comfort del tuo immobile. Con questo intervento si possono ottenere dei risultati importanti anche grazie a un idoneo studio della coibentazione delle strutture edilizie come pareti e solai e l’inserimento di impianti e tecnologie volte a minor consumo di energia da combustibili fossili (per esempio gas metano) a favore di energia da fonti rinnovabili.

Con l’applicazione delle normative regionali in ambito energetico, si può identificare l’intervento coerente con le opere edili in progetto dall’architetto o il geometra che ha come obiettivo un minore inquinamento dell’ambiente, un minor consumo di energia e quindi un risparmio in termini economici.

Ogni regione ha le sue normative specifiche e in funzione della tipologia di intervento si possono ottenere risultati più o meno efficienti in ambito energetico.

QUALI INTERVENTI POSSONO RIGUARDARE UNA RIQUALIFICAZIONE ENERGETICA

Gli interventi principalmente possono riguardare le strutture edilizie, come ad esempio:

  1. la coibentazione di muri perimetrali con sistemi a cappotto, e, a volte benne situazioni meno fortunate, contro pareti interne in cartongesso con isolamento interposto in intercapedine. (attenzione all’isolamento dall’interno che la normativa penalizza con la diminuzione della trasmittanza termica del 30%);
  2. La sostituzione di serramenti esterni e ed eventualmente delle schermature solari (cassonetti comprensivi di sistemi avvolgibili/tapparelle, persiane, scuri, gelosie, sistemi tipo griesser, ecc);
  3. L’introduzione di falsi telai termici in grado di diminuire notevolmente le problematiche legate al ponte termico tra l’attacco del serramento esterno e la parete;
  4. La coibentazione di solette verso ambienti riscaldati come cantine o box;
  5. La coibentazione di solai verso sottotetto o verso lastrici solari o esterno.

Gli interventi agli impianti termici possono riguardare:

  1. La sostituzione del generatore di calore con sistemi a gas metano a condensazione, sistemi in poma di calore a energia elettrica oppure sistemi ibridi (caldaia a condensazione e pompa di calore abbinati);
  2. La riqualificazione di interi impianti termici con sostituzione integrale dei sistemi impiantistici (generazione, distribuzione, emissione, regolazione)
  3. Inserimento di valvole termostatiche che su corpi scaldanti esistenti (radiatori)
  4. Modifica del sistema di regolazione come per esempio l’inserimento della regolazione per zona con compensazione climatica;
  5. Riqualificazione di uno o più dei 4 elementi del sistema impiantistico esistente;
  6. Inserimento di sistemi per la produzione di acqua calda sanitaria anche mediante la separazione dal generatore di calore combinato e introduzione di uno scalda-acqua in pompa di calore con eventuale accumulo;
  7. Inserimento in copertura di impianti solari per la produzione di acqua calda sanitaria e impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica.

COME PIANIFICARE IL MIO PROGETTO ENERGETICO

In funzione quindi della tipologia di intervento anche combinato tra strutture e impianti è possibile progettare energeticamente un immobile e valutarlo in funzione dei suoi costi – benefici.

Far prendere forma a un progetto energetico è necessario avvalersi di un  team di progettazione con l’ausilio di un professionista esperto che, grazie alla sua esperienza, è in grado di progettare al meglio tutti gli elementi energetici, come per esempio, gli spessori degli isolamenti, le potenze degli impianti e nei casi più complessi la progettazione completa di tutti gli elementi impiantistici. Questa progettazione energetica è bene effettuarla prima di definire il progetto edilizio vero e proprio in quanto a volte la realizzazione delle aspettative del progetto comunale non rispecchia esattamente le esigenze energetiche della normativa vigente.

Facciamo un esempio.

La famiglia Rossi ha una villetta composta da due piani fuori terra adibiti a abitazione e un interrato non riscaldato non abitabile adibito a cantina per la locazione del locale tecnico degli impianti. la famiglia vorrebbe ristrutturare la propria abitazione effettuando la posa di un cappotto esterno, la sostituzione dei serramenti, la coibentazione del solaio verso il sottotetto chiuso (ispezionabile mediante botola).

Inoltre per quanto riguarda gli impianti intendono eseguire la ristrutturazione dell’impianto termico trasformando l’impianto da radiatori a pannelli radianti a pavimento con regolazione di zona con compensazione esterno e sostituzione della vecchia caldaia con una sistema ibrido. Inserimento di un impianto fotovoltaico da 6 kW di picco. La prima problematica che affronterà la famiglia Rossi è lo scoglio dell’identificazione dell’intervento energetico che in ambito regionale si identifica in Riqualificazione importante di I livello. Non isolando anche la soletta di tutto il piano terra verso il piano interrato non sarà possibile verificare positivamente le verifiche di legge obbligatorie, obbligando la proprietà a variare la tipologia degli interventi. Per esempio coibentando anche la soletta del piano terra o diminuendo la superficie di coibentazione portandola inferiore al 50% della superficie totale disperdente o ancora peggio, abbandonare l’idea di ristrutturare integralmente l’impianto termico esistente.”

E’ importante decidere preventivamente le opere energetiche e stabilire i budget di spesa in modo da equilibrare i costi per la realizzazione con le reali esigenze dell’immobile.

Contattaci per un preventivo gratuito!