Caso studio Radon a Como: come abbiamo progettato la prevenzione per un cambio di destinazione d’uso da laboratorio ad abitazione
Quando si trasforma un laboratorio in abitazione, uno degli aspetti più importanti da considerare è la prevenzione dal gas Radon.Troppo spesso questo tema viene affrontato solo a lavori conclusi, quando intervenire significa demolire pavimenti appena realizzati e sostenere costi elevati.
L’obiettivo era semplice ma fondamentale: progettare oggi una casa sicura per i prossimi decenni, integrando le migliori soluzioni tecniche direttamente nella fase di ristrutturazione.
L’intervento
L’unità immobiliare è situata a Como, al piano terra di un edificio residenziale a pochi passi dal lago, originariamente destinato a laboratorio, il progetto prevedeva il cambio di destinazione d’uso ad abitazione.
Quando un locale viene trasformato in uno spazio destinato in qualsiasi modo alla permanenza delle persone, il rischio Radon assume un’importanza ancora maggiore. Per questo motivo siamo stati coinvolti fin dalle prime fasi progettuali, così da individuare la soluzione tecnica più efficace prima dell’inizio dei lavori.
Il primo passo: sopralluogo e misurazione Radon ante operam
Ogni progetto di prevenzione Radon dovrebbe partire da un principio molto semplice:
Misurare prima di progettare.
Abbiamo effettuato un sopralluogo insieme al progettista, analizzando le caratteristiche costruttive dell’edificio e posizionando la strumentazione professionale per la misurazione della concentrazione di Radon.
È stata eseguita una misurazione Short Term della durata di 10 giorni, utile per conoscere la concentrazione di Radon ante operam e raccogliere dati fondamentali per progettare correttamente il nuovo attacco a terra.
Questa fase viene spesso sottovalutata, ma rappresenta il punto di partenza di ogni progetto realmente efficace.
Il vincolo progettuale: impossibile realizzare un vespaio aerato
Durante il sopralluogo è emersa una criticità importante.
Per motivi costruttivi non era possibile realizzare un vespaio aerato collegato all’esterno che rispetti i requisiti del Regolamento Locale, soluzione normalmente utilizzata per la prevenzione del Radon.
Era quindi necessario individuare una soluzione alternativa al vespaio aerato capace di garantire contemporaneamente:
- protezione dal gas Radon;
- isolamento termico
- protezione dall’umidità di risalita;
- rispetto della normativa energetica;
- compatibilità con il progetto architettonico.
La soluzione: vetro cellulare in lastre
Dopo un’approfondita analisi tecnica abbiamo proposto e progettato, in accordo con il progettista, una soluzione basata sull’utilizzo di lastre di vetro cellulare, materiale che rappresenta una valida alternativa al vespaio aerato quando quest’ultimo non può essere realizzato.
Il vetro cellulare offre numerosi vantaggi:
- elevata resistenza meccanica;
- ottimo isolamento termico;
- impermeabilità all’acqua;
- ottima resistenza alla diffusione del Radon;
- durabilità nel tempo.
Attenzione.
Il vetro cellulare, da solo, NON garantisce la protezione dal gas Radon.
La vera efficacia nasce dalla progettazione dell’intero sistema di prevenzione.
Il nostro valore aggiunto: progettazione Radon e Legge 10 nello stesso studio
Uno dei principali punti di forza dello Studio Rudellin è l’integrazione delle competenze.
Oltre ad essere specializzati nella prevenzione e nel risanamento del gas Radon, siamo anche termotecnici.
Questo ci permette di progettare contemporaneamente:
- prevenzione dal Radon;
- nuovo pacchetto del pavimento con calcolo degli spessori da impiegare;
- isolamento termico;
- verifica delle trasmittanze ai sensi della nuova norma Regionale DDUO 6437 del 15 maggio 2026 ;
- Legge 10;
- progetto degli impianti termici.
Nel caso specifico abbiamo dimensionato lo spessore del vetro cellulare verificando che il nuovo pacchetto rispettasse i limiti di trasmittanza previsti dalla nuova normativa regionale.
Il materiale è stato inserito direttamente nella Legge 10, fornendo al progettista un’unica soluzione tecnica completa e dettagliata.
La vera prevenzione: rete di drenaggio Radon in HDPE
La parte più importante del progetto non è stata il vetro cellulare.
Abbiamo progettato una rete di drenaggio del gas Radon posizionata sotto il nuovo pacchetto di pavimentazione.
Il sistema è costituito da tubazioni drenanti forate in polietilene ad alta densità (HDPE), materiale scelto per la sua elevata resistenza meccanica, durata nel tempo e affidabilità nelle installazioni interrate.
Le tubazioni vengono disposte secondo uno schema da noi progettato in funzione della geometria dell’edificio e delle caratteristiche del terreno, così da captare il gas Radon prima che possa infiltrarsi negli ambienti abitati.
L’intera rete viene predisposta per poter essere collegata, qualora necessario, ad un sistema di depressurizzazione attiva del sottosuolo, mediante un aspiratore centrifugo ad alta efficienza.
Perché predisporre il sistema?
Se le misurazioni di Radon successive ai lavori dovessero evidenziare concentrazioni superiori ai 300 Bq/m³, sarà sufficiente installare l’aspiratore centrifugo previsto dal progetto senza demolire pavimenti o effettuare opere invasive.
Perché utilizziamo tubazioni in HDPE?
Il polietilene ad alta densità (HDPE) rappresenta uno dei materiali più affidabili per la captazione del Radon dal sottosuolo grazie alle sue caratteristiche:
- elevata resistenza meccanica;
- ottima resistenza chimica;
- durabilità nel tempo;
- resistenza all’umidità del terreno e alle basse temperature;
- integrità del materiale anche a molti anni di distanza dalla posa.
Predisporre oggi costa molto meno che risanare domani
Durante una ristrutturazione, predisporre tubazioni di drenaggio Radon ha un costo contenuto rispetto a opere di risanamento da eseguire a lavori conclusi.
Intervenire a lavori ultimati significa invece affrontare:
- demolizioni;
- rifacimento dei pavimenti;
- tempi più lunghi;
- costi decisamente superiori.
La prevenzione rappresenta sempre l’investimento più conveniente e sicuro.
Le verifiche dopo la fine dei lavori
Una volta conclusa la ristrutturazione consigliamo sempre una nuova misurazione Radon Short Term della durata di 10 giorni.
Questa verifica permette di controllare il comportamento dell’edificio nelle nuove condizioni di utilizzo.
Successivamente sarà possibile procedere con la misurazione annuale prevista dalla normativa.
Qualora fosse necessario, il sistema di drenaggio Radon già predisposto consentirà di installare rapidamente l’aspiratore centrifugo di depressurizzazione senza eseguire opere murarie.
Conclusioni
Questo intervento dimostra come una corretta progettazione possa trasformare un vincolo in un’opportunità.
L’impossibilità di realizzare un vespaio aerato ci ha portato a sviluppare una soluzione completa che integra:
- Misurazione Radon ante operam;
- Progettazione del nuovo pacchetto controterra;
- Vetro cellulare opportunamente dimensionato;
- Verifica energetica e Legge 10;
- Rete di drenaggio Radon in tubazioni drenanti forate in HDPE;
- Predisposizione alla depressurizzazione attiva del sottosuolo;
- Misurazioni Radon post operam.
Ogni edificio è diverso, per questo motivo non esistono soluzioni standard, ma solo progetti studiati sulle reali caratteristiche dell’immobile.
Hai un progetto di cambio di destinazione d’uso?
Se stai trasformando un laboratorio, un negozio, un ufficio o un magazzino in abitazione, è fondamentale progettare la prevenzione dal gas Radon prima dell’inizio dei lavori.
Lo Studio Rudellin supporta progettisti, imprese e privati nella:
- misurazione professionale del gas Radon;
- progettazione di sistemi di prevenzione;
- progettazione di sistemi di risanamento;
- Legge 10;
- progettazione termotecnica;
- consulenza tecnica durante tutte le fasi della ristrutturazione.
Contattaci prima dell’inizio dei lavori.
Integrare la prevenzione del Radon nella progettazione significa realizzare edifici più sicuri, efficienti e pronti ad affrontare eventuali criticità future senza interventi invasivi.













